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Assalto alla Basilica
della Natività a Betlemme.
L'appello di Padre Faltas a Studio Aperto
(foto Ap)
Una violenta
sparatoria tra miliziani palestinesi e truppe israeliane. Una scena che
si ripete ormai da tempo. Ma, questa volta, il teatro di guerra è Betlemme.
E a fare le spese di questo nuovo pugno di ferro israeliano non ci sono
solo arabi e ebrei, ma anche i cristiani che dimorano in quei luoghi sacri.
E' una notizia drammatica quella dell'assalto alla Basilica della natività
che ha sede nella città che diede i natali a Gesù, dove nel giro di pochi
minuti la porta posteriore, quella sul lato sud, è stata distrutta. Testimoni
hanno raccontato di aver sentito tre forti esplosioni e subito dopo alcuni
colpi di mitragliatrici. "Siamo dentro la Chiesa completamente abbandonati,
soli nelle mani di Dio" ha riferito un testimone, Anton Salman, in collegamento
telefonico con la Cnn. Lo stesso Salman avrebbe poi smentito che i miliziani
palestinesi che hanno trovato rifugio nella Basilica tengano in ostaggio
i 40 frati, suore e civili che si trovano nel complesso. La situazione
sembra essere stata confermata anche da una giornalista francese che si
trova sul posto. Il governo israeliano, dal canto suo, ha smentito categoricamente,
chiarendo che il motivo per cui si sono uditi gli spari in tutta la zona
sia, invece, da attribbuire all'inseguimento da parte delle truppe israeliane
di alcuni ricercati palestinesi, alcuni terroristi che secondo i timori
del premier isrealiano, Ariel Sharon, possano aver trovato riparo proprio
nella Basilica della Natività. Ma, i drammatici appelli sono stati lanciati
proprio dall'interno della Chiesa. "Aiuto, c'è una battaglia - ha riferito
Padre Ibrahim Faltas, custode della Basilica in collegamento telefonico
con il tg "Studio Aperto" - sentiamo gli spari e noi siamo nel mezzo".
E in pericolo sarebbe anche il convento francescano contiguo alla Chiesa.
"Hanno sfondato la porta della Chiesa e i palestinesi che vi erano rifugiati
sono entrati nel convento". Immediata la richiesta di aiuto, urlata alla
tv : "Siamo in pericolo, in pericolo, in pericolo, siamo in balia di palestinesi
ed israeliani. La situazione è molto grave, dite a tutto il mondo che
siamo 40 frati in grave pericolo". Nel frattempo, le truppe israeliane
si sono spinte verso nord alla ricerca di altri pericolosi attivisti palestinesi.
E dopo Betlemme è caduta sotto il tiro ebraico anche un'altra cittadina
Cisgiordana, Nablus. Una folta schiera di paracadutisti e fanteria ha
occupato la città dopo aver fatto irruzzione da diverse porte. Fonti sanitarie
palestinesi hanno riferito della morte di una donna di 53 anni perita
sotto il fuoco israeliano. Secondo la stima del capo negoziatore Erekat,
81 palestinesi hanno perso la vita dallo scorso venerdì.
Angela Francesca D'Atri (Il Campanile nuovo)
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