Israele e Palestina,
bandiere unite in segno di pace



Campo de' Fiori a Roma, fiaccole accese in una sera di primavera. Sotto la statua di Giordano Bruno poco più di 400 persone ( forse gli organizzatori si aspettavano un'affluenza maggiore) manifestano per la pace in Medio Oriente. Non c'è vento e le bandiere, quella israeliana e quella palestinese, divise da uno striscione su cui si legge "Due popoli, due stati", non sventolano. Un piccolo inconveniente per i fotografi, mentre sotto il palco una ragazza in blue jeans, con la Kefiah e una t-shirt con scritto peace, solleva la sua fiaccola. I flash si accendono e lei diventa il simbolo di questa serata, di questa unione simbolica tra le due bandiere. Sul palco ci sono i rappresentanti delle due nazioni in lotta si parlano, si stringono la mano. Insieme, perché la manifestazione non è di parte, per chiedere la fine delle atrocità di questi ultimi mesi, mentre scorrono le note della mitica "Image" di Jhon Lennon cantata a doppia voce dall'israeliana Noah e dall'algerino Cheb Kaleb. Insieme per la pace, eppure un pizzico di tensione si avverte nel discorso del portavoce della comunità palestinese in Italia, Bassan Salé, quando accusa gli Israeliani per la loro violenza e la Comunità internazionale e l'Ue di essere rimasti "inermi di fronte a massacri e stragi". E' un attimo, poi la sua voce si addolcisce e le sue labbra si schiudono in ultima parola: pace.Subito dopo è il turno del portavoce della comunità ebraica a Roma, Riccardo Pacifici. "Non sono qui per fare polemiche - e la sua voce tuona per tutta la piazza - perché non ci sono morti che meritano più giustizia di altri". "Bisogna superare i rancori e unirsi per perseguire un solo obiettivo: la pace. Solo così si potrà ottenere la pace". La sua replica é breve ma forte, quel tanto per raccogliere gli applausi dei manifestanti. Infine, arriva il turno di attori e personaggi del mondo dello spettacolo: Andrea Giordana, Paola Pitagora, Roberto Stocchi, Mita Medici si cimentano nella lettura di poesie israeliane e palestinesi, testimonianza di un dolore che unisce l'una come l'altra parte in lotta, mentre le fiaccole smorzate e deposte in fila, con ancora una nuvola di fumo che avvolge la piazza, danno lo spunto per un'ulteriore fotografia. Perché non si spenga la speranza.
(23 aprile 2002, ore 23:00)