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Bloccati gli aiuti umanitari ai Territori.
I frati francescani di Betlemme continuano
a vivere momenti drammatici. Dopo un assedio durato ben cinque giorni,
l'esercito con la stella di David ha aperto il fuoco contro la Chiesa
della Natività dove si sono rifugiati circa duecento militanti palestinesi.
Un uomo, un poliziotto dell'Anp è stato ucciso mentre tentava di spegnere
le fiamme divampate in uno degli uffici adiacenti il monastero. Un triste
episodio che i frati non hanno tardato a definire "un'indescrivibile barbarie"
dalle conseguenze imprevedibili. "E' una violazione di tutte le leggi
dell'umanità e della civiltà", ha affermato padre David Jaeger, portavoce
ufficiale della custodia dei luoghi cristiani in Terrasanta. "E' una violazione
delle esplicite, ripetute garanzie fatte pubblicamente e per via diplomatica
dallo Stato d'Israele. Noi confidiamo in Dio e facciamo appello al mondo
affinché condanni questo atto e fermi questa azione", ha aggiunto il religioso.
L'appello accorato di padre Jaeger alla comunità internazionale si unisce
a quello già lanciato domenica all'agenzia Fides. In quell'occasione,
erano state rivelate le pressioni di Israele affinché frati e suore abbandonassero
il convento. Pressioni che Jaeger aveva definito "un'offesa", ricordando
che "i frati vegliano sulla grotta della Natività da molti secoli". L'uscita
dei frati consentirebbe alle truppe ebraiche di attaccare con più incisività
i duecento militanti palestinesi asserragliati nel convento. E non sembra
che il governo Sharon sia disposto a trattare. Riguardo all'accaduto di
ieri, l'esercito ha cercato di giustificarsi sostenendo che si sia trattato
di una replica ai colpi palestinesi e che l'incendio, poi domato, era
stato provocato da una granata lanciata proprio dai militanti. Non sono
però d'accordo i francescani. Un religioso che si trovava all'interno
della chiesa ha infatti affermato: "I militari israeliani hanno compiuto
un attacco contro la chiesa della Natività e incendiato l'edificio della
parrocchia difronte la basilica. I palestinesi all'interno hanno tentato
di spegnere l'incendio e uno dei militari israeliani ha sparato e ucciso
un palestinese. La facciata stessa della Chiesa è stata danneggiata".
Una versione dei fatti confermata anche da un suo confratello, Padre Giovanni
Battistelli: "Nessuno ha aperto il fuoco all'interno del complesso della
basilica". "E' stata un'iniziativa delle forze d'Israele e non la risposta
a spari provenienti dell'interno". Intanto, si continua a combattere a
Nablus e Jenin, le due cittadine della Cisgiordania dove le truppe ebraiche
hanno trovato una resistenza inaspettata. Sei palestinesi sono morti negli
scontri di Nablus, e nonostante una ventina di uomini si siano arresi
la maggioranza è decisa a combattere al costo della vita per impedire
all'esercito con la stella di David di impadronirsi della casbah. E nei
Territori la situazione si sta facendo sempre più dura, da ieri infatti
le autorità israeliane hanno vietato il passaggio di aiuti umanitari dal
valico di Rafah, tra Egitto e la Striscia di Gaza. |
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