I francescani chiedono a Bush la fine dell'assedio

I frati offrono la loro mediazione
(foto Ap)

Un nuovo messaggio di tregua è stato lanciato a George Bush dai frati francescani stretti in una morsa nella Basilica della Natività, a Betlemme. A nome di tutti, padre Giacomo Bini, ministro generale dell'ordine, ha chiesto al presidente americano di intervenire direttamente sul premier israeliano, Ariel Sharon, per porre fine all'assedio della Chiesa e del convento attiguo. "Il presidente Bush- ha spiegato il religioso ai giornalisti - è la persona più influente in questa situazione. Ieri (ndr. l'altro ieri) ha già compiuto un passo nella direzione della pace, ammonendo il Governo israeliano, ci aspettiamo che lo ascoltino e lascino ai nostri frati e a tutte le famiglie che a Betlemme vivono lo stesso dramma almeno qualche ora di tregua, per consentire di approvigionarsi di acqua e di cibo". In una conferenza stampa, padre Bini ha poi ricostruito quanto accaduto a Betlemme, ha spiegato che "sono state forzate entrambe le porte della Basilica, una dai palestinesi, per entrare, l'altra dagli israeliani, che hanno anche esploso alcuni colpi di arma da fuoco, ma alla fine sono rimasti fuori". "E' stato scongiurato - ha detto un bagno di sangue proprio nel luogo della nascita di Gesù, un'azione sacrilega che non sarebbe mai stata dimenticata". "I nostri frati - ha spiegato - cercano di dialogare sia all'interno con i palestinesi, che per la maggior parte sono armati, che all'esterno dagli israeliani. E' il nostro stile: in Terra Santa i frati della custodia - ha continuato il capo francescano - hanno sempre accolto, aiutato e difeso gli uni e gli altri e sono pronti ancora oggi a fare da mediatori, come stanno già facendo".
Angela Francesca D'Atri (Il campanile nuovo)