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Gaza, nuovo blitz israeliano

Due morti e quindici feriti. Triste il bilancio dell'operazione scatenata dalle truppe israeliane nella Striscia di Gaza. Appoggiato da una trentina tra carri armati e autoblindo, oltre che da ruspe corazzate e da elicotteri d'assalto Apache, l'esercito israeliano è dapprima penetrato a Khan Younis, nel sud della Striscia, con l'intenzione di annientare le fabbriche clandestine di armi ed esplosivi; secondo fonti palestinesi sono state fatte saltare in aria ben trenta officine, poco più di sei secondo fonti militari israeliane. Da parte palestinese la reazione sarebbe stata altrettanto violenta. L' esercito ebraico ha infatti reso noto che i suoi militari sono finiti sotto un intenso fuoco da parte di estremisti locali, nel corso del quale è rimasto ucciso un militante armato. Gli israeliani si sono spostati poi verso nord e hanno fatto irruzione a Beit Hanoun con l'obiettivo di abbattere l'abitazione della famiglia dell'estremista palestinese, Omar Ali Ashur, uomo della Jihad Islamica, morto lo scorso novembre in un attentato kamikaze a bordo di un battello imbottito di esplosivo nei pressi della costa di Gaza. Con altri due compagni, l'attivista avvicinò una nave della Marina Militare ebraica facendosi saltare in aria, ferendo tre marinai ebraici. I militanti palestinesi hanno risposto all'attacco israeliano con colpi di arma da fuoco scatenando scontri violenti combattimento è in tale occasione che è morto un secondo palestinese, mentre altri sono rimasti feriti.La contro-reazione palestinese è arrivata quasi immediata con il lancio di un paio di 'al-Qassam' contro la località agricola di Sderot, in pieno territorio d'Israele, località dove il premier Ariel Sharon possiede tra l'altro una vasta tenuta. Uno dei due razzi, è piombato al suolo vicino a una scuola ferendo almeno una persona. L'episodio non deve essere stato gradito neanche da parte dell'Autorità nazionale palestinese, il cui presidente Yasser Arafat, aveva invitato espressamente gli estremisti palestinesi a "contenersi" e a non farsi coinvolgere dagli israeliani "in un aggravamento del confronto militare" anche perché sono imminenti le elezioni anticipate, in programma per il prossimo 28 gennaio nello Stato israeliano(13 GENNAIO 2003)