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NUOVO ASSEDIO A RAMALLAH
Quel che succede in Medioriente è per
noi occidentali storia di ordinaria amministrazione. Ma, in quelle terre
dove da mesi si consuma una sanguinosa Intifada, oggi appaiono significativi
gli sforzi per arrivare ad una soluzione di pace. Innanzitutto, c'è
la nuova linea del premier Yasser Arafat che, dopo aver predicato per
mesi la lotta al terrorismo, ha proceduto all'arresto di molti esponenti
della Jihad islamica, sebbene lo abbia fatto sotto pressione americana
e subito dopo, domenica scorsa, la costituzione del nuovo governo dell'
Anp (con 21 ministri contro i 31 di prima, e un ministero degli esteri
guidato dal generale Yahia). Gli uomini arrestati sarebbero responsabili
di alcuni degli attentati suicidi che da mesi insanguinano Israele,
tra di essi anche uno dei capi dell'organizzazione islamica. Tuttavia,
il premier israeliano, Ariel Sharon, non sembra uomo facile da accontentare
con un giro di vite. E dagli Stati Uniti, dove oggi incontrerà Bush,
il leader del Likud ha ordinato una nuova incursione al quartiere generale
di Arafat, a Ramallah. I soldati israeliani hanno sparato contro la
struttura, impedendo che ivi trovassero rifugio, come avvenne nelle
passate incursioni, gli estremisi islamici. Fonti palestinesi hanno
dichiarato che il presidente Arafat è comunque al sicuro. Nel corso
del blitz, un arabo ha perso la vita, altre tre persone sono rimaste
ferite, mentre nove sospettati sono stati arrestati. Altro sangue è
stato versato nel campo profughi di Jabaliya, nella Striscia di Gaza,
dove è morta una ragazza palestinese di appena16 anni e altre 40 persone
sono rimaste ferite. Intanto negli Usa, il vertice Bush-Sharon lascia
ben poche speranze ai desiderosi della pace, dopo che domenica scorsa
Ariel Sharon ha ribadito la sua intenzione di non consentire ad un ritiro
israeliano dai Territori occupati nel 1967, e dopo che lo stesso presidente
americano ha respinto, nei giorni passati, la proposta del presidente
egiziano, Mubarak, di fissare un calendario per la costituzione di uno
Stato palestinese. |