
| 3 maggio, 2010 |
| MO: ANP; ABU MAZEN, COLLOQUI TOCCHERANNO QUESTIONI CHIAVE - di ansa Inviato alle 13:30:05 |
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GERUSALEMME, 3 MAG - I colloqui indiretti di pace con Israele (proximity talks), il cui inizio e' previsto tra alcuni giorni, affronteranno tutte le maggiori questioni al centro del contenzioso, come i confini del futuro stato di Palestina, i rifugiati palestinesi, lo status permanente di Gerusalemme. Lo ha affermato oggi il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), secondo il quale Israele si trova davanti ''a un'occasione storica'' perche' se accettera' di ritirarsi da tutti i territori palestinesi otterra' il riconoscimento ufficiale di tutti i paesi arabi. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, giunto in Egitto per un incontro con il presidente Hosni Mubarak, secondo la radio delle forze armate, intende a sua volta cominciare i colloqui indiretti sollevando questioni che riguardano la sicurezza dello stato ebraico e il controllo delle fonti d'acqua in Cisgiordania. Il negoziatore capo palestinese Saeb Erekat ha intanto ammonito Israele a non compiere passi unilaterali a Gerusalemme est e in Cisgiordania, aggiungendo che l' Autorita' palestinese ''non tollerera' nuove costruzioni negli insediamenti (ebraici), l'espulsione di palestinesi dalle loro case o altri passi unilaterali''. |
| 25 marzo, 2010 |
| TENSIONE ISRAELO-PALESTINESI NEGATIVA PER USA - di ansa Inviato alle 15:23:24 |
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La tensione tra israeliani e palestinesi ''danneggia gli interessi degli Stati Uniti'': in questi termini si e' espresso oggi a Washington il ministro della Difesa americano, Robert Gates, in una conferenza stampa al Pentagono convocata per presentare la nuova normativa interna riguardante i soldati omosessuali. Gates ha detto che ''la mancanza di progressi'' nei negoziati di pace in Medio Oriente ''danneggia gli interessi americani in materia di sicurezza nazionale nella regione''. |
| 20 gennaio, 2010 |
| ISRAELE ESPELLE REPORTER USA, CAPO AGENZIA PALESTINESE - di ansa Inviato alle 14:07:24 |
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E' stato espulso da Israele, malgrado le proteste di diverse organizzazioni internazionali, il giornalista americano Jared Malsin, caporedattore dell'agenzia di stampa palestinese Maan, fermato la settimana scorsa all'aeroporto di Tel Aviv e trattenuto poi per 8 giorni nello scalo, quasi come il protagonista interpretato da Tom Hanks nel film 'The Terminal'. Lo ha confermato oggi all'ANSA un redattore della stessa agenzia, George Hale, in contatto da Betlemme con il collega. ''L'ho sentito stamattina e mi ha detto che lo stavano imbarcando su un aereo diretto a New York'', ha riferito Hale. Fermato lo scorso 12 gennaio mentre tornava da una vacanza con la sua compagna, Malsin - 26 anni, cittadino statunitense di origine ebraica, dal 2007 attivo nella redazione centrale di Betlemme della Maan (agenzia vicina alle posizioni del presidente moderato dell'Autorita' palestinese, Abu Mazen) - e' stato espulso ufficialmente per ''aver mentito alle forze di sicurezza (israeliane), non aver collaborato con le autorita' e aver violato i termini di precedenti visti''. Dopo aver tentato vanamente di ricorrere contro la decisione in tribunale, il giornalista ha alla fine accettato di firmare l'ordine di espulsione redatto dal ministero dell'Interno. Il suo avvocato, Dahud Castro, ha espresso sconcerto per l'accaduto, sottolineando come il giovane capo della redazione inglese della Maan non avesse un visto di lavoro solo perche' la testata non e' riconosciuta dal governo israeliano. E osservando come finora questo non gli avesse impedito l'ingresso nel Paese. Dopo la notizia del suo fermo, associazioni internazionali come 'Reporter senza frontiere' e il 'Comitato per la protezione dei giornalisti' (Cpj) gli avevano espresso solidarieta', chiedendo a Israele di rispettare il lavoro della stampa internazionale presente nella regione. Il tema dei visti agli stranieri - giornalisti o dipendenti di organizzazioni non governative (ong) - e' del resto oggi al centro anche di una denuncia del giornale progressista israeliano Haaretz, secondo il quale l'attuale governo a maggioranza di destra prepara un ulteriore giro di vite. ''Ad eccezione delle associazioni registrate prima del 1967, il ministero dell'Interno - retto da Eli Yishai, leader del partito della destra religiosa Shas - fornira' d'ora in poi agli impiegati delle ong attive nei Territori palestinesi solo visti turistici'', scrive il giorbale. Escludendo cosi' dalla possibilita' di operare con un permesso di lavoro i membri di gruppi quali Medici senza frontiere o Save the Children. |
| 22 dicembre, 2009 |
| MO:COMMISSIONE UE STANZIA ALTRI 7 MILIONI EURO PER TERRITORI - di ansa Inviato alle 16:41:53 |
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La Commissione Ue ha messo a disposizione altri sette milioni di euro di aiuti per i territori palestinesi, che si vanno ad aggiungere ai 74,4 milioni gia' stanziati per il 2009 anche per Gaza. I fondi sara' destinati alla creazione di posti di lavoro d'emergenza e alla distribuzione di derrate alimentari attraverso l'agenzia Onu per i rifugiati e il World Food Programme per le popolazioni piu' colpite del West bank. Le comunita' nei territori palestinesi, ha osservato il commissario Ue allo sviluppo Karel De Gucht, sono vulnerabili e stanno lottando per la sopravvivenza ''per le gravi restrizioni all'accesso e a causa della frammentazione del loro territorio''. |
| 24 novembre, 2009 |
| UE IN CAMPO PER FORMARE SINDACALISTI CISGIORDANIA - di ansamed Inviato alle 15:08:02 |
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Ue in campo nella formazione dei sindacalisti palestinesi, con il progetto per la protezione dei diritti sindacali e l'unione degli sforzi per influenzare le politiche socio-economiche. Tra i corsi di formazione - riferisce il sito Enpi (www.enpi-info.eu) - l'ultimo, in Cisgiordania, si e' occupato dell'analisi del budget nazionale e dei diritti culturali, economici e e sociali. A partecipare una vasta schiera di sindacalisti, da quello dei lavoratori dei servizi sanitari ai dipendenti del governo e nel settore finanziario, impiegati di un'azienda elettrica, del settore turistico, fino ai giovani laureati disoccupati. Scopo del corso, quello di dare ai sindacalisti le conoscenze e gli strumenti per elaborare una posizione sul budget nazionale dell'Autorita' palestinese, per rispondere agli interessi dei lavoratori nei diversi settori economici. |
| 9 novembre, 2009 |
| Uccisione gentili - di ansa Inviato alle 15:00:13 |
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Ha destato scalpore in Israele la diffusione, avviata nei giorni scorsi, di un testo rabbinico che autorizza in determinate circostanze l'uccisione di 'Gentili' (non ebrei) e anche dei loro bambini. Il quotidiano Maariv dedica alla vicenda la intera prima pagina. Autore del testo e' il rabbino Yitzhak Shapira, direttore del collegio rabbinico 'Od Yosef Hay' nella colonia cisgiordana di Yitzhar (Nablus) che e' considerata una 'roccaforte' della estrema destra israeliana. Shapira e' un esponente della setta ortodossa messianica Chabad ed e' considerato uno dei leader dei 'Giovani della colline', ossia delle frange eversive del movimento dei coloni. In passato e' stato sospettato di essere coinvolto in attacchi contro villaggi palestinesi vicini al suo insediamento. Maariv spiega che nel libro 'La Legge del Re', di 230 pagine, il rabbino Shapira enuncia un principio di massima che vieta la uccisione di 'Gentili', ma poi enumera una lunga serie di eccezioni basandosi sul pensiero di autorevoli rabbini. Nel testo, reperibile anche su internet, il rabbino Shapira non fa riferimento esplicito ne' ai palestinesi ne' agli arabi in generale. Maariv precisa che secondo il rabbino Shapira in determinate circostanze e' legittima anche la uccisione di bambini 'Gentili': ad esempio, i figli di un monarca particolarmente ostile agli ebrei. Secondo il giornale il libro ha gia' raccolto consensi di rabbini nazionalisti come Dov Lior, Yaakov Yosef e Yitzhak Ginsburg. In passato un altro rabbino nazionalista, Ido Elba, fu condannato a due anni di detenzione per aver pubblicato un testo analogo. Ma un allievo del rabbino Shapira ha detto che questi non teme affatto di essere processato dalle autorita' israeliane. ''Processarlo - ha notato - significherebbe anche processare Maimonide'', un filosofo ebreo medioevale. |
| 19 ottobre, 2009 |
| RE ABDALLAH A STAMPA, PACE STA PER SVANIRE - di ansa Inviato alle 13:28:54 |
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''La finestra della speranza, fra breve, si chiudera'. Entro la fine del 2010, se Israele non credera' nella soluzione dei due Stati, svanira' la possibilita' di un futuro Stato palestinese, per questioni geografiche: i territori gia' sono frammentati in cantoni''. A sottolineare la necessita' di un intervento rapido e' re Abdallah di Giordania, in un'intervista a La Repubblica alla vigilia del suo arrivo in Italia, domani, per una visita di Stato di tre giorni. 'L'America e l'Europa intervengano - afferma re Abdallah - Israele abbia il coraggio di sedersi al tavolo coi palestinesi, con una fortissima copertura del presidente Obama e il sostegno saldo della Ue. Decida se integrarsi nel mondo arabo-musulmano o continuare a essere una fortezza, con le calamita' che ne derivano per lui e tutti noi. Per ora sta scavandosi una fossa, sempre piu' profonda''. Su Hamas, dice Abdallah, ''noi appoggiamo la riconciliazione con Fatah promossa dall'Egitto. America ed Europa decidano da se' la loro politica. Riconoscano pero' l'urgenza, il prezzo terribile che tutti pagheremo. Capiscano anche che a Gaza sta consumandosi una catastrofe umanitaria, che l'assedio va sbloccato al piu' presto''. In merito alla ancora non raggiunta intesa tra Israele e Stati Uniti, Abdallah afferma che si sarebbe aspettato di piu': ''Credevo in una svolta decisiva gia' all'inizio dell'estate, nell'avvio di un vero negoziato di pace all'Onu. Eppure - osserva - il nodo delle colonie israeliane, illegali per la comunita' internazionale, resta centrale. Tutti chiediamo un congelamento, anche temporaneo, giusto per far decollare le trattative. Se Israele davvero crede nella formula dei due Stati, sa bene che le colonie nelle terre palestinesi diverrebbero proprieta' palestinese. Fermarle sarebbe una prova della sua sincerita'''. Tra Giordania e Israele, sostiene Abdullah, ''e' pace fredda; anzi, va raggelandosi sempre di piu'. A maggio Netanyahu mi ha fatto molte promesse: nessuna finora mantenuta''. Nella visita di Stato di domani in Italia ''verro' a parlare con gli amici italiani. Sollecitero' l'impegno del governo, come parte della Ue, nel processo di pace, e la collaborazione in vari mega-progetti in Giordania per un investimento di 20 miliardi di dollari in 10-15 anni'' |
| 7 ottobre, 2009 |
| Sindaco Roma consegna ad Abu Mazen nuova sede Anp - di ---------------- Inviato alle 12:24:35 |
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"Siamo assolutamente convinti che il concetto 'due Popoli e due Stati' sia la chiave di volta per una pace giusta e duratura nel Mediterraneo. E la scelta di mettere questa nuova sede a disposizione dei nostri amici palestinesi si iscrive in questa nostra profonda convinzione". Lo ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presentando la nuova sede diplomatica dell'Anp e rivolgendosi direttamente al Presidente Abu Mazen presente alla cerimonia. L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla e alla cerimonia di consegna dell'edificio di proprietà del Comune hanno partecipato anche il sottosegretario agi Esteri, Stefania Craxi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino. "Vediamo questa vostra bandiera sventolare nel cuore di Roma - ha continuato Alemanno - in questo momento memorabile. Questa amicizia ci riempie di una nuova speranza e sappiamo bene che nel simbolo di una sede diplomatica c'è infatti qualcosa di più che il suo valore pratico ed operativo". |